Il rifugio, nelle Dolomiti, non è più solo il posto dove si mangia un piatto di canederli con gli scarponi ai piedi. In una fascia tra i 2.000 e i 2.800 metri, tra Cortina, l’Alta Badia e la Val Gardena, è nato negli ultimi vent’anni un mondo di rifugi-ristorante con cantine serie, cucina d’autore e — la cosa che conta di più per un ospite di rango — la possibilità di cenare e dormire in quota, quando gli impianti sono chiusi e la montagna è vuota. Questa guida spiega quali sono, come ci si arriva e come si prenota. Fa coppia con il pezzo su Alta Badia, la vera valle luxury delle Dolomiti.
Una lettura del nostro network sullo stesso terreno: le escursioni dolomitiche di ItalyPlanner. Il modo in cui lavoriamo con tour operator e colleghi è spiegato nel manifesto del network.

Cos’è un rifugio di rango
Tre cose lo distinguono da un rifugio alpino classico: una cucina che usa i prodotti della valle ma con tecnica da ristorante, una cantina che a 2.500 metri non ha ragione di esistere e invece esiste, e la sera: la cena dopo la chiusura degli impianti, con salita in gatto delle nevi, motoslitta o a piedi, e spesso il pernottamento in camere che nulla hanno delle camerate di una volta. Il pubblico del giorno è quello delle piste; il pubblico della sera è quello che ha prenotato con settimane di anticipo.
Dove: i nomi che contano
| Rifugio | Zona e quota | Come si arriva | Perché |
|---|---|---|---|
| Rifugio Lagazuoi | Passo Falzarego, 2.752 m — il più alto di Cortina | funivia del Lagazuoi dal passo; in estate anche a piedi per le gallerie della Grande Guerra | la terrazza più panoramica delle Dolomiti, sauna in quota, cena e notte con la vista sul Tofane e le Marmolada; circa cento posti a tavola |
| Rifugio Averau | Nuvolau – Cinque Torri, circa 2.400 m | seggiovie da Passo Falzarego/Bai de Dones e camminata; in inverno gatto delle nevi su prenotazione | cucina di famiglia con ambizioni, cantina notevole, uno dei tavoli più ambiti dell’Ampezzano |
| Rifugio Scoiattoli | Cinque Torri, circa 2.250 m | seggiovia dal Bai de Dones | ai piedi delle Cinque Torri, tra il museo all’aperto della Grande Guerra e il tramonto sul Lagazuoi; cene su prenotazione |
| Rifugio Col Gallina | Passo Falzarego, circa 2.050 m | a piedi dal passo o dalla strada | più raccolto, cucina ampezzana curata; ideale per un pranzo lungo con vista sul Lagazuoi |
| Le «ütia» dell’Alta Badia (Piz La Ila, Piz Sorega, Pralongià) | Alta Badia, 2.000–2.100 m | cabinovie da La Villa e San Cassiano; la sera gatto delle nevi o motoslitta | la tradizione ladina reinterpretata; cene con salita in gatto delle nevi tra le più richieste delle Dolomiti |
| Le baite del Seceda e dell’Alpe di Siusi | Val Gardena, 2.000–2.400 m | funivia del Seceda da Ortisei; cabinovia dell’Alpe di Siusi | cucina di livello con vista sulle Odle; il Sassolungo al tramonto dalla terrazza |
Quote e impianti sono indicativi e vanno verificati; gli chef, i menu e le aperture serali cambiano di stagione in stagione, e in alcuni casi di anno in anno. La regola vale per tutti: prenotare, e prenotare presto.
Come si arriva, davvero
- Con gli impianti, di giorno: funivie e seggiovie portano a quasi tutti i rifugi citati; un pranzo in quota è alla portata di chiunque sappia stare su una seggiovia.
- A piedi, in estate: il Lagazuoi dalle gallerie della Grande Guerra, l’Averau dal Passo Giau o dalle Cinque Torri, il Seceda dai sentieri sopra Ortisei: sono camminate vere, con guida alpina per un ospite non allenato.
- La sera, in inverno: gatto delle nevi o motoslitta organizzati dal rifugio, con posti limitati e prenotazione obbligatoria; l’unico modo per avere la montagna vuota.
- In elicottero: possibile in alcune zone con piazzole autorizzate; è un’opzione che il consigliere valuta caso per caso, con attenzione alle regole e al rispetto del luogo.

Per l’ospite di rango
La formula che non delude è una sola: cena e notte in quota. Si sale con l’ultima corsa o con il gatto delle nevi, si cena mentre la valle si spegne, si dorme a 2.700 metri e si scende la mattina con la prima luce, prima che gli impianti aprano. Il Lagazuoi, con la sauna e la terrazza, è il luogo più spettacolare per farlo; l’Alta Badia offre le cene ladine con salita in gatto; l’Averau il tavolo per chi ama il vino. Il consigliere prenota con mesi di anticipo, verifica il meteo il giorno prima e ha sempre un piano alternativo a valle.
Domande frequenti
Si può cenare in un rifugio dopo la chiusura degli impianti?
Sì, in molti rifugi, con salita organizzata in gatto delle nevi o motoslitta e prenotazione obbligatoria; i posti sono limitati.
Si può dormire?
In diversi rifugi sì, in camere moderne; il Lagazuoi, per esempio, include la cena per chi pernotta. Prenotare con largo anticipo.
Quando sono aperti?
Di norma nella stagione sciistica (dicembre–aprile) e in quella estiva (giugno–settembre/ottobre); tra una stagione e l’altra molti chiudono.
Serve saper sciare?
No: gli impianti portano i pedoni a quasi tutti i rifugi citati, e la sera si sale con mezzi cingolati.
Fonti verificate il 3 settembre 2026: Rifugio Lagazuoi – sito ufficiale; Cortina Dolomiti – rifugi. Menu, chef, quote, aperture e mezzi di risalita cambiano: verificare sempre con i singoli rifugi.
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